
La crisi nera, in passato, ha spesso iniettato nella musica una dose extra di creatività e di realismo che, sfidando le leggi dell'economia in recessione o inflazione, spingeva più in là e più in alto i confini dei territori esplorati fino ad allora.
Questa volta non sembra stia andando così.
Dopo anni di radio e di televisione lisergica che creano assuefazione, piene di coloratissimi e scintillanti involucri del nulla, si galleggia passivamente accettando e premiando qualsiasi cosa abbia un'apparenza piacevole e rassicurante. In realtà è ormai evidente che le idee hanno iniziato a scarseggiare sul serio, lasciando tutti ad aspettare in un'inossidabile calma piatta, rassegnati, disillusi, ma sempre più o meno sazi.
Per fortuna che, in penombra, sulla soglia del salone principale delle feste, esiste una schiera di autori che non ripercorre mai alcuno schema, non ricalca testi inutili, ritornelli scontati, né musiche soporifere per hit radio, cercando di sostituire il tutto con una propria, forte, reale identità, in continua evoluzione.
Uno di questi è senza dubbio
Fabri Fibra.
Dopo l'esordio con il botto di
Applausi Per Fibra nel 2006 (brano recentemente scelto per aprire l'Italian Heritage Night al Madison Square Garden di New York) e la conferma definitiva di
In Italia che ha nuovamente premiato con il platino l'album che lo conteneva (
Bugiardo, 2007), Fibra si appresta a scuotere la calma apparente con
Chi Vuole Essere Fabri Fibra? e per farlo non pubblica un semplice album da studio, ma presenta un progetto totalmente nuovo: un cd e un dvd di 53 minuti che racchiudono, assieme, l'essenza del suo lavoro ed amplificano la portata dell'uscita discografica. Dieci nuove canzoni che si appoggiano su immagini inedite di session in studio, viaggi, eventi live, backstage, vita privata per dare al tutto una prospettiva completa, tridimensionale, assolutamente originale.
Il dvd si pone l'obbiettivo di esporre ciò che questa volta un album da solo non sarebbe stato in grado di fare: il film documentario presenta in anteprima le nuove tracce e nel contempo le
racconta grazie alle immagini e ad un'intervista liberatoria, priva di qualsiasi retorica, che rappresenta il
fil rouge di tutto il progetto. E questa scelta è stata obbligata e motivata.
Al contrario di tantissimi suoi 'colleghi', Fibra, dal suo esordio mainstream, è stato spesso costretto a spiegare/giustificare/completare i suoi testi e la sua musica ad ascoltatori e addetti troppo scettici, troppo in difficoltà nell'incasellare un artista non classificabile, troppo dubbiosi per comprendere che Fibra è spesso una chiave di lettura per la realtà che cambia sempre molto velocemente.
Lui questo cambiamento lo sa cogliere un poco prima degli altri, ecco perché è in grado di interpretarlo e raccontarlo, magari con codici e metafore che vanno interpretate senza lasciarsi distrarre dalla prima apparenza o, peggio, lasciarsi tentare da facili fraintendimenti ed incomprensioni.
La fredda e disillusa analisi dell'inedito contesto di finzione nel quale il personaggio
Fabri Fibra vive e scrive è in netta contrapposizione con la persona che lo ha creato: questa dualità porta con sé un inevitabile conflitto ed il risultato lo trovate in ogni parola e in ogni immagine di
Chi Vuole Essere Fabri Fibra? Questo nuovo capitolo della storia è davanti ai vostri occhi e alle vostre orecchie: quando avrete visto ed ascoltato tutto, potrete valutare che cosa significa essere Fabri Fibra in senso lato ed avere una visione un po' diversa di ciò che vi sta intorno, sempre che siate pronti a guardare senza preconcetti, andando oltre l'apparenza, ascoltando senza sapere già cosa vi state aspettando. Se saprete mettere in gioco la vostra capacità di leggere fra le righe, vedrete comparire un crudo e bizzarro spaccato della realtà attuale, messo in quattro quarti sulla migliore musica in circolazione adesso.